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Codice LEI obbligatorio per chi?

Il sistema del codice Legal Entity Identifier (LEI) è un’iniziativa del G20 volta a favorire la stabilità dei mercati finanziari. Il progetto si rivolge alle istituzioni finanziarie di tutto il mondo per rendere le transazioni tra di esse più trasparenti. Ma come fare a capire se l’attuale normativa rende il codice LEI obbligatorio per un’azienda?

In questo articolo discuteremo della norma italiana in materia di codici di identificativi per le persone giuridiche. Vedremo, così, chi è tenuto a richiederlo per potere operare sul mercato finanziario italiano.


Il quadro normativo italiano sul sistema LEI

L’Italia fa parte del G20, l’organizzazione promotrice del sistema LEI. Di conseguenza, il governo italiano ha provveduto ad emanare una normativa specifica in merito all’identificazione delle persone giuridiche.

Nello specifico, la normativa di riferimento è il Decreto Legislativo del 3 Agosto 2017 n.129. Da questo decreto derivano:

  • La Direttiva MiFID (Markets in Financial Instruments Directive),
  • La Direttiva MiFIR (Markets in Financial Instruments Regulations).

Il decreto d’attuazione ha introdotto nuovi obblighi legali, tra cui quello del codice LEI obbligatorio per chi opera nei mercati finanziari.

Come dettato dalla struttura governativa del sistema LEI, le Local Operating Units (LOU) hanno il compito di rilasciare questo identificativo. Ciascun codice ha una durata di 1 anno dal rilascio. È possibile rinnovarlo prima della scadenza, o comunque non oltre i 30 giorni della scadenza. I rinnovi oltre ai 30 giorni della scadenza equivalgono a un nuovo rilascio.


Il codice LEI nel resto del mondo

Nonostante esista una struttura di governance del sistema LEI, sono le autorità nazionali a detenere la facoltà di renderlo obbligatorio. L’European Security and Markets Autority (ESMA) ha già reso il codice LEI obbligatorio emanando una varietà di regolamenti.

Altri enti regolatori stanno attualmente rendendo obbligatorio l’uso del Codice LEI. Questi sono, ad esempio, gli enti regolatori degli Stati Uniti, del Canada e dei paesi della regione dell’Asia-Pacifico.

Alcuni paesi, invece, hanno già reso l’adozione del codice LEI obbligatoria. È questo il caso di Hong Kong, dell’India e dell’Australia.

Per chi è obbligatorio il codice LEI?

In Italia, tutte le entità giuridiche che possiedono un conto gestito da intermediari finanziari devono richiedere un codice LEI. Imprese e fondi d’investimento sono, quindi, i principali oggetti del decreto. Nello specifico, la norma rende il codice LEI obbligatorio per:

  • Imprese
  • Fondi pensionistici
  • Fondi d’investimento, e relativi comparti, iscritti al Registro delle Imprese
  • Filiali di società italiane all’estero
  • Qualsiasi altro ente con obbligo di Reporting. Questo obbligo impone la segnalazione di tutti i derivati portati a termine, modificati o cessati. Gli enti con obbligo di Reporting sono, ad esempio, fondazioni, associazioni e la Pubblica Amministrazione.

Casi in cui il codice LEI Non è obbligatorio

È importante ricordare che il codice LEI si rivolge alle persone giuridiche, anche unipersonali, che operano nei mercati finanziari. Il sistema LEI non prevede, tra le sue competenze, l’identificazione delle persone fisiche.

Lo scopo del sistema LEI è, comunque, quello di favorire una maggiore trasparenza e stabilità dei mercati finanziari. Di conseguenza, la normativa rende il codice LEI obbligatorio per chi possiede un conto presso un intermediario finanziario.

Allo stesso modo, è obbligatorio richiedere il codice LEI solo se si investe in strumenti finanziari quotati. In linea di massima, operazioni con un classico conto corrente non richiedono l’uso di un codice LEI. Non è comunque raro che un intermediario finanziario richieda questo identificativo ai fini dell’operatività del conto.


Dati contenuti nel codice identificativo

Il codice LEI contiene 20 cifre alfanumeriche. Queste hanno lo scopo di comunicare informazioni precise per rendere possibile l’identificazione univoca di un’istituzione finanziaria. In particolare, sono le cifre dalla 7 alla 18 del codice a racchiudere tutte le informazioni sul suo titolare.

Dopo aver discusso del codice LEI chi è obbligatorio e della normativa italiana, è bene identificare quali informazioni contiene:

  • Denominazione dell’istituzione
  • Codice fiscale
  • Partita IVA
  • Sede legale dell’istituzione
  • Struttura societaria della persona giuridica. La Global LEI Foundation prevede di potenziare ulteriormente le informazioni relative a questo punto in futuro. Sarà, in questo modo, possibile definire chi possiede le quote di una determinata società.

La raccolta e l’elaborazione di questi dati contribuiscono a ridurre il rischio di frode e irregolarità nel sistema finanziario internazionale. Questi sono, infatti, accessibili e consultabili pubblicamente. In futuro, il sistema LEI potrebbe espandere le proprie funzioni, garantendo ancora più sicurezza e trasparenza.